•domenica, 11 maggio 2008•

•domenica, 11 maggio 2008•

_ E' come ai tempi del colera _

By Aleteia
@ 00:38 ||commenti (5)||

David Garrett

Carmen Fantasy

****
Di grida e voglie e tempo che muore
di umori che appannano foto incorniciate
di uno svolgersi e volgersi d’impossibile.
E... L’idea! L’idea!
Quanto macera il suo spirito
in una costruzione avventurosa
in un’architettura dell’incerto-variabile.
E’ come ai tempi del colera,
quell’attesa vuota di vita ,
quel subdolo a-v-venire
che svolta ad ogni angolo in un’altra direzione.
Lacrime d’inchiostro miste a solide solitudini,
ancoraggi a porti di parole
in cui l’esistere si arena
appeso ad uno sguardo che riflette il mare.
E’ quell’idea di sentimento che ti percuote
e ti resta accanto certa,
con la certezza della morte.
°°°°

[ In: le mie poesie, il tempio dellassenza ]

•mercoledì, 07 maggio 2008•

•mercoledì, 07 maggio 2008•

_ Il raggio d'ombra _

By Aleteia
@ 22:08 ||commenti (11)||

Cos’ami di me, in fondo
solo un raggio d’ombra
che t’investe i sensi,
solo un Atlantide perduta
nel cammino di un viaggiatore stanco.
Si flette quel raggio d’ombra
quasi fosse erba nel vento
e segna il tempo come un’antica meridiana.
Scolpisce la luce  di quel  sortilegio
 un chiaroscuro sul mio volto assente.
Ed io,
io,
cos’amo di te,
 se non quel raggio d’ombra,
quell’inciampo di sentimento che lega i passi
e tuttavia  sostiene,
una discesa nell’ipogeo dell’essere
in uno scivolare di scalini d’anima
fino alla sorgente intima del seme dell’esistere.
 
 ****
 

[ In: le mie poesie, terraariafuoco e poi cè lacqua ]

•venerdì, 02 maggio 2008•

•venerdì, 02 maggio 2008•

_ Entelechia _

By Aleteia
@ 00:21 ||commenti (19)||

Ambisco ad essere monade controversa
ente espresso nel proprio essere,
compimento della mia essenza
in cicatrici di assenze.
Circoscrivo la mia identità,
seduco ogni possibilità del divenire
forgio immagini modellanti mondi
unico artefice conquistatore
della mia stessa terra.
Mi esprimo in ciò che ho acquisito
 vivendo:
un isolamento pagano
in cui approdano soltanto parole.
****
Order and caos
di
M:C:Escher

[ In: le mie poesie, dellessere e del sè ]

•lunedì, 28 aprile 2008•

•lunedì, 28 aprile 2008•

_ Della poesia anoressica e dell'anoressia d'amore _

By Aleteia
@ 00:37 ||commenti (16)||

Che sa la notte di queste donne algide
che arrotano versi come punti di spilli
sugli esili profili del loro viso smunto
dove ogni passione rimbalza
come per un vizio capovolto.
Donne in equilibro su binari morti
estinte in un’emozione fredda
com’è freddo un letto vuoto d’uomo
e stringono unghie nei pugni
mordendo nervosamente labbra
sottili, esangui,
labbra, dove i baci non si sono quasi posati,
forse una volta, una volta soltanto,
 così lontana
da diventare ossessione da uccidere.
E il loro grembo secco e triste
appassisce e si accartoccia
svuotando il suo succo amaro
dentro la coppa del tempo.
 
La poesia è sangue dolente e scuro
di un mestruo che rende femmina
è forma muliebre opulenta
che ti spinge fra le braccia di Neruda
a far da amante ad un verso
che ti seduce l’anima.
E’ aria vigorosa
e non asfittico sospiro
che ricade su sé stesso,
è urlo che spacca l’emozione
e non flebile esalazione
di fiato contaminato
dall’impossibilità di esistere.
Oh filiforme virtù della poetica anoressica!
Assomigli all’implosione
di un orgasmo onanistico
a cui cede, suo malgrado,
quella donna che tanto ti rassomiglia.
Produci un arido seme che svanisce
in cui l’arte trova la deliziosa morte
come sua compagna.
 ****
Il Poeta e la sua Musa
di
Auguste Rodin
 
 

[ In: le mie poesie, metafisica dellanima ]

•sabato, 19 aprile 2008•

•sabato, 19 aprile 2008•

_ La grande confusione _

By Aleteia
@ 15:16 ||commenti (21)||

Esercizio di potere
lì dove il vuoto ha sembianza di infinito.
 
Intransigenza e determinismo
dipingi
con la tua pretesa di sapere
fino in fondo,
maturo o sfatto di maturità,
vestito di aleluja.
 
Ti capita di rilucere come una carpa koi
che salta dall’ansa indiscreta di un fiume
inasprito di immondizie,
non più capace di respiro.
 
Oh, sì! Avevo investito in te
un patrimonio di emozioni
grosse proprietà di sentimenti
azioni da allocare nel tempo
che fossero fruttuose,
che sapessero cogliere l’attimo
dell’opportunità nascosta
tra coltri invernali
e mussola estiva.
Ma ogni tutto
si riavvolge in pellicola bi-adesiva
si ritorna all’esistere
di vicinanze contraddittorie
e l’essere converge su uno sciame indistinto di emozioni.
 
Contravvengo al destino
se ti perdo
ma perdersi fa parte del destino.
Allora spegni quella fiaccola bastarda
che non la veda più,
che resti il buio,
che non ci sia brusio
a guastare il silenzio.
****

[ In: le mie poesie, metafisica dellanima ]

•giovedì, 17 aprile 2008•

•giovedì, 17 aprile 2008•

_ VirtĂą delirante _

By Aleteia
@ 23:08 ||commenti (11)||

Virtù delirante del contrapasso
viaggio immorale tra l’essere e l’esistere
Esiste un doppione di me stessa
che possa vivere in mia vece
quando i cumuli di emozioni 
mi contrastano e mi smembrano
rendendomi un quadro di Picasso?
Cos’è la pazzia se non la rabbia
resa sangue,
se non l’impossibilità
di uscire da sé stessi
come da un involucro da abbandonare,
se non una fragile e vulnerabile nudità dell’anima?
Ho tempo.
Devo convincermi che ho tempo.
In qualche punto dell’universo
l’impossibile incontro aspetta
con la pazienza di un gatto,
 pupille a fessura e orecchio teso,
santa immobilità racchiusa nel mistero.

 Remedios Varo

[ In: le mie poesie, dellessere e del sè ]

•lunedì, 14 aprile 2008•

•lunedì, 14 aprile 2008•

_ L’impossibile incontro _

By Aleteia
@ 21:28 ||commenti (12)||

L'impossibile incontro
di
Alejandro Jodorowsky
****
Tra le tue colline di seta e i tuoi abissi
devo conoscere il mistero delle lacrime.
E’  di odio, è di ansie, è di gola senza fondo,
è di fine che spossa, è di orbite vuote,
è di barche che affondano in uno scrigno nero,
è di spada attraversata da una lingua di fiamme,
è interminabile crocifissione nella bocca del tuo ventre
che senza pietà restituisce al mondo la mia solitaria ombra,
è il mio amore, col suo alito di bruto e le sue tenaglie rosse
e quei chiodi che ancora affondano nella tua carne
a martellate d’anima. Vorresti forse
avere mani grandi quanto la terra
per accarezzare il lontano cielo che regna nei tuoi occhi?
Non è forse il tuo cuore la mia tana d’oro,
là dove gli uragani si fanno sospiro,
dove l’angelo spaventoso ci cava i molari?
Mai t’ho trovata, sempre t’ho perduta,
un’eternità che viaggio dietro l’impossibile incontro
Per dirti che sei tu che bacio su bacio, taglio su taglio,
hai edificato i miei sogni
trapassando l’abisso fino a trasformarlo in torre,
terrazza senza corona dove il sole affonda
e mi obbliga a riceverlo
trasformato per sempre in luna.
****

[ In: i poeti che amo ]

•sabato, 12 aprile 2008•

•sabato, 12 aprile 2008•

_ Essere Tua _

By Aleteia
@ 16:56 ||commenti (20)||

Godere di te, saperti amare
e vivere come un barlume d’infinito
un sentimento denso
che nessun calore riesce a sciogliere.
Farti schiavo della linea arcuata dei miei fianchi
e del contorno morbido della mia bocca,
accoglierti nel mio universo di piacere
come un portatore di fiaccola immortale.
Avvincerti alla soffice materia dei miei seni
rotondità di neve
su cui far ardere le tua labbra inquiete.
Sfamarti col miele dei miei sensi,
con la rugiada dolce del mio sesso.
Essere tua senza segnare il tempo di una vita
nella nostra battaglia amorosa
dove da ogni conflitto
scaturisce un folle desiderio.

****

[ In: le mie poesie, terraariafuoco e poi cè lacqua ]

•venerdì, 11 aprile 2008•

•venerdì, 11 aprile 2008•

_ Sento una passione morta... _

By Aleteia
@ 22:07 ||commenti (6)||

Sento una passione morta

che ancora perseguita il mio cuore,
distante e vuota,
come  una bara profanata
dove non c’è nessun feretro a marcire,
o un figlio abortito
che ha lasciato il suo sangue nel mio corpo.
Occhieggia un falso sole sui miei giorni
e  sperpero la vita come denaro falso.
Non ti amo più, sicuro
ma langue la castità di un sentimento
la cui purezza
ha respiro di gatto

[ In: le mie poesie the shadow ]

•mercoledì, 09 aprile 2008•

•mercoledì, 09 aprile 2008•

_ Simulacri d'ombra _

By Aleteia
@ 21:37 ||commenti (9)||

                                               
Ogni oggetto richiama l’inferno,
sacri simulacri,
ombre inanimate sopravissute all’esistenza.
Dalla vostra immobilità solenne 
sgorga un ultimo canto di lutto.
Poi tutto torna a tacere
muto ammonimento
repressa imprecazione,
bestemmia di gelo.
*******
Foto
di
Sauro Fiorani

[ In: le mie poesie, di quel che resta dentro ]

•lunedì, 07 aprile 2008•

•lunedì, 07 aprile 2008•

_ Lasciando Auschwitz _

By Aleteia
@ 22:18 ||commenti (4)||

Percuote lo spirito
un ronzante brusio silenzioso
lasciando Auschwitz,
Regno dei Morti Inquieti.
Ed io,
presunto innocente,
giunto con piede e cuore leggero  
su questa terra seminata di sangue,
sento risuonare
algide modulazioni
che il vento ricompone in voci.
Ogni grido è un sommesso sussurro,
un lamento di martirio senza nome.
di fantasmi ansiosi
di raccontare la propria storia
per non dimenticare,
per non essere dimenticati
*****
Foto
di
Sauro Fiorani

[ In: le mie poesie, di quel che resta dentro ]

•venerdì, 04 aprile 2008•

•venerdì, 04 aprile 2008•

_ Mikey's ballad _

By Aleteia
@ 19:56 ||commenti (13)||

Mi capita di pensarti
dall’alto della notte
come fossi un you-tube
da far ripartire.
 
Mi capita di godere
della tua presenza
come fossimo ad un tavolo
a sorseggiare alcol e vita.
 
Mi capita di viaggiare
nella molla inquieta del tuo cuore
come un yoyo anni ‘50
sopr-assalto di vertigine amorosa
 
Mi capita…
 
Emergi da un contrasto illuminato
caduta libera di piacere temporale,
corpo che muta i sensi in desiderio,
azione brusca e repentina
del muscolo cardiaco
che batte a ritmo di destino.
***

[ In: le mie poesie, terraariafuoco e poi cè lacqua ]

•mercoledì, 02 aprile 2008•

•mercoledì, 02 aprile 2008•

_ Metafisica della malinconia _

By Aleteia
@ 01:01 ||commenti (12)||

A volte sono triste. Una musica bagnata mi girovaga nel sangue e mi sento una nomade impaziente

costretta ad una sosta. Un vento rapido e scostante mi chiama come fossi dentro ad un sogno
dove si muove tutto al rallentatore e i suoni sono solo immaginati.
Ebbra di questa tristezza mi avvio su percorsi accidentati di coscienza: ipnotica, di traverso come un gambo di fiore reciso.
Mi placo solo quando sono stanca, quando le mie gambe diventano pietra molle e crollo nell’erba alta e profumata, tra i riverberi del sole e la durezza umida della terra.
Io non ho fede, non ho un dio e vorrei non avere memoria. Ho un angolo che mi sopravvive, che partorisce coraggio e paura, candori d’assenza e matasse di parole. Possiedo una voce che piange dolcezza, ma ben truccata da canto di battaglia e una mutezza da fase lunare che sgocciola e scandisce l’umore di un non saper essere felice. Con piede leggero cammino sul tramonto, essere soli è l’unica certezza, anche se saperlo è un po’ morire .
Ci sono vuoti che l’esistere colma e vuoti che restano tali. Voragini di cuore, ritagli d’anima che non vogliono scomparire, che ci sembra di aver abbandonato ma che in realtà si sono solo resi invisibili.
E’ come nei romanzi di Murakami . Quando cominci la lettura la sensazione di immetterti in qualcosa di magico e misterioso è netta, ma, poi, più ti avvicina alla fine più tutto questo si perde, la realtà diventa momento dopo momento razionale e plausibile. Così anche la mia ricerca percorre questi stessi binari: una doppia direzione, ognuna può avere senso e significato, senza sapere dove si arriva e con la certezza che si possono interrompere da un momento all’altro.
 
La vita è una bugia imbastita su un ordito che pare verità. Una migrazione continua di stati d’animo.
Una lama di vento che  soffia gli occhi.
****
 

[ In: i monologhi dellanima ]

•sabato, 29 marzo 2008•

•sabato, 29 marzo 2008•

_ Tristezza di crisalide _

By Aleteia
@ 02:08 ||commenti (10)||

Sogni lucidi incastrati nella notte
dove viaggio senza luce e senza mai arrivare.
Spazi in cui morire,
pennellate di tenebra sul cuore.
Canini ha la tua bocca
e lacera baciando
ogni lembo delle mie labbra
mentre mi versa parole.
Vorrei convertirmi a te
al silenzio magnifico del tuo precipizio
al denso profumo impresso nella memoria
di pelle e sangue da disseppellire.
Ma ogni tomba ha un epitaffio
e sulla nostra piangono
distanze vuote di tempo
come crisalidi abbandonate
da corpi di farfalle nate e morte,
carcasse di momenti da dimenticare.

[ In: le mie poesie, il tempio dellassenza ]

•giovedì, 27 marzo 2008•

•giovedì, 27 marzo 2008•

_ Dolcezza furiosa _

By Aleteia
@ 01:55 ||commenti (12)||

Sulla soglia  del mio esistere esitante
seguo la mappa inquieta delle vene
 tortuosa scultura
che il braccio sorregge,
onda blu di fiumi senza foce.
Vorrei un amante capace di seguire
con la dolcezza della lingua questo andare,
un amante che consumi la mia rabbia
e ne sciolga i grumi raddensati.
Dolcezza furiosa del mio essere
che partorisce versi e ragni insieme!
Ustiono ogni ritaglio di memoria
ma scavo sempre tra le tue parole.
Non so cosa cercare ancora,
se vino o sangue,
se vita o morte.
Contraggo il tempo
in frammenti di percorso,
lego l’eternità ai polsi e alle caviglie
e mi faccio prigioniera di un pensiero
che vigila,
guardiano attento,
sopra ogni  fuga.  
Sulla pienezza accesa della tua bocca
(oh! melograno infranto,
giacinto sradicato!)
vorrei non aver lasciato
i brividi del corpo
tanto che solo un’algida
ombra di luna
scende  su sensi e su voglie spente.
****

Si tu no vuelves

Shakira-Miguel BOsè

[ In: le mie poesie, il tempio dellassenza ]

•martedì, 11 marzo 2008•

•martedì, 11 marzo 2008•

_ Ich bin gesund _

By Aleteia
@ 17:36 ||commenti (21)||

Ich bin gesund (La mia salute è buona e mi sento bene)
era la frase stereotipata e imposta ai deportati quando scrivevano ai loro famigliari.
 
  
ICH BIN GESUND
 
Conto le ossa del mio vicino di branda
costato e bacino sporgenti a difesa,
il blu serpeggiante delle vene
sembra un mare prosciugato e inquieto.
La fame ha divorato l’anima
e l’anima ha straziato il corpo
 
Ma io, stai tranquilla, sto bene.
 
Vedo bambini che sono fantasmi inanimati,
occhi vaganti in cui gli assassini
festeggiano giochi di vittoria.
Donne che sono ombre,
con mammelle vuote e grembi violati,
mentre pregano la morte dei propri figli.
 
Ma io, ti assicuro, sto bene.
 
Sento piedi feriti marciare per ore
su scaglie di vetro e brandelli di membra
cantando inni di guerra e di vita
fino a cadere nelle tombe scavate
adagiandosi come fossero morbidi letti
e lì rimanere.
 
Ma io, convinciti, sto bene.
 
Annuso nell’aria un lezzo ammorbante,
un fetore di merda e intestini corrotti,
un fumo acre che si espande d’intorno
a coprire gli occhi di un Dio
che ha perduto il suo sguardo
distratto e lontano,lì, nell’alto dei cieli.
 
Ma io, abbi fede, sto bene.
 
Ich bin gesund
Tu, aspettami, tornerò presto.
 ****

[ In: le mie poesie ]

•domenica, 09 marzo 2008•

•domenica, 09 marzo 2008•

_ Disimparo ad amare _

By Aleteia
@ 12:51 ||commenti (14)||

Sotterfugi inventati
per non dire “Amore”
Cuori dentro spirali di parole
e spirali dentro al cuore
 
Vetri rotti di emozioni,
detriti taglienti
che non so più collocare.
 
Disimparo ad amare.
Inequivocabile bisogno,
di lato al mio essere donna,
a margine del mio sentire.
 *****

[ In: le mie poesie, il tempio dellassenza ]

•domenica, 02 marzo 2008•

•domenica, 02 marzo 2008•

_ Sussulti e mangrovie _

By Aleteia
@ 22:40 ||commenti (24)||

 Sottraggo memoria alle mie radici
quasi che il tempo rimasto impigliato
possa rinascere in fronda.
Radure di anni trattengono i flutti degli umori.
Viaggi che sono stati fughe ansimanti di vita,
contorno di labbra su finestrini appannati.
 Sono viscere insanguinate
quelle che ora si attorcigliano al ventre,
si piantano prepotenti al centro del cuore,
si dipanano in rami,
ottundono raggi
impastano ombre.
Ogni strappo è un sussulto
che lamenta un dolore.
A volte mi sento così,
indifesa,
 con solo le mie radici che ancora mi sostengono,
in quei sotterfugi della mente 
anelanti ad un sano invecchiare.
####
 
 

[ In: le mie poesie, dellessere e del sè ]

•giovedì, 28 febbraio 2008•

•giovedì, 28 febbraio 2008•

_ Dell’adolescente adombrata _

By Aleteia
@ 22:14 ||commenti (8)||

E’ pallida.
Notturna ed esangue come un fantasma defluito dall’abisso.
Schiaccia una lattina rossa con un feroce accanimento.
I jeans le ricadono vuoti e flosci.
Dalla camicia aperta spunta un seno a punta di matita.
Scarmigliata e dolente si accanisce contro una lattina.
 
Sulla mano ha tatuata una croce
E le unghie sono laccate di un nero opaco
Quasi sangue rappreso fermo sulle dita.
Stanca finalmente di picchiare la lattina
Si guarda intorno e sputa una bestemmia
La rabbia la rincorre come una sedia elettrica in attesa.
Vigilanza di belva le schiuma in rivoli di bava rosa dalla bocca.
 
Freme il suo corpo esile in un tremore di canna
In un respiro esalato da un fuoco che si spegne.
Il fumo le nasconde gli occhi come una veletta
E la bocca naviga in un risucchio d’onda
su un mozzicone che consuma avida.
 
L’ira le si scioglie addosso in lacrime rotonde
Sembrano balie accoglienti che le regalano abbracci
Scambia un altro sguardo con la panchina e l’albero
Mette in bocca una gomma come se fosse il suo ultimo desiderio
Contempla le mani a propria rappresentanza
forse per accertare la sua esistenza.
E toglie dalla tasca del jeans cascante
Un fazzolettino bianco, bordato di macramè
Che accoglie le lacrime e le imprigiona
Poi tira su col naso e avanza fiera
Ora è pronta a prendere a calci il mondo.
*****
 

[ In: ritratti, tra prosa e poesia ]

•martedì, 26 febbraio 2008•

•martedì, 26 febbraio 2008•

_ AMS _

By Aleteia
@ 08:55 ||commenti (8)||

Contemplo la tua resurrezione,
quella nota esaltata che tu tendi a nascondere
immaginando il viaggio  non  ancora fatto
sulla mappa sconosciuta del mio corpo.
Ascolto il tono greve e caldo della tua voce,
tagliente come vetro rotto,
morbida come ovatta dilatata.
 
Mi lascio avvolgere dalla tua compostezza ruvida,
da quel  modo apparente di felino addormentato
dal bacio nascosto tra i suoni scanditi delle parole.
 
Nel nostro universo iconoclasta
dove si lacerano gli stereotipi dell’esistere,
sei come l’acqua e il vento
che cercano una terra su cui piantare
un ‘erba buona da far crescere e nutrire.
 
 
 
 

[ In: le mie poesie, terraariafuoco e poi cè lacqua ]

•sabato, 23 febbraio 2008•

•sabato, 23 febbraio 2008•

_ Mosse e movimenti _

By Aleteia
@ 20:40 ||commenti (14)||

Reminiscenze navigano nell’incertezza
vampiri di emozioni
attraversano buchi neri e scissi.
Cosa scuce l’anima tremante?
Dove svanisce il ricamo del mio esistere?
 
Ho tagliato fronde,
rami caduchi,
tralci di vita
e pampini di memorie arrossate al sole
 
Mi sono persa infinite volte
nel covo di dolcezza
arroccato al cuore.
Invano ho versato sale.
Invano ho versato sangue.
Volevo sentire l’aspro della mia saliva
sputare addosso al vento
e la perfidia di un progetto
incatenarmi al suo svolgersi continuo.
 
Ma l’ombra che rasenta il muro
m’insegue ancora.
Ciò che sembra un gioco
è solo una partita a scacchi
con la morte.
****
L'Alchimista
di
Remedios Varo

[ In: le mie poesie, ala del mistero ]

•martedì, 19 febbraio 2008•

•martedì, 19 febbraio 2008•

_ Ti ho visto _

By Aleteia
@ 20:48 ||commenti (8)||

 Ti ho visto tra le cave di pietra dei miei sogni
ai lavori forzati dell’ esistere
intento a lapidare il tuo destino.
Ti ho visto come una sagoma d’abisso,
che allungava la sua ombra fino al cielo.
 
Ora il mare ha pelle d’oceano
e la distanza è un miscuglio di salsedine.
 
Ho sentito la tua voce che scendeva,
ouvertur di un silenzio non suonato,
bocca muta e labbra in movimento.
 
Ti ho visto tra il carminio ed il violetto
tagliare il tuo sorriso senza luce
spalmare le tua anima di spine
baciarmi i seni e pungermi,
e spingere, per arrivare al cuore.
 
Ora la distanza è un mare,
la pelle miscuglio di salsedine
i sogni sono pietre
l’amore…. un gran silenzio.
   ****
 
Phenomeno
di 
Remedios Varo

[ In: le mie poesie oniricum ]

•giovedì, 14 febbraio 2008•

•giovedì, 14 febbraio 2008•

_ _

By Aleteia
@ 21:33 ||commenti (16)||

 

                                                                                             
Apnea d’amore,
fiato soppresso,
scaglie di cuore.
 
Canto di pietra ad una voce sola.
Nigredo bastarda che non vuol mutare.
 
Amante assente.
Lingua assetata.
Mente assassina.
 
Saper uccidere
Saper morire
 
Ubi tu Gaius ego Gaia
*****

[ In: ]

•domenica, 10 febbraio 2008•

•domenica, 10 febbraio 2008•

_ _

By Aleteia
@ 10:15 ||commenti (23)||

Per poter essere se stesso, l’individuo deve sottrarsi alle “prese”, sia esterne che interne, per tentare la strada di una ricerca sena fine. Ma impegnarsi in un simile cammino di autorealizzazione non è semplice, le tentazioni e le distrazioni di una realtà effimera intorno a noi sono spesso così insistenti e credibili da indurci fuori strada, o, per dirla con maggiore precisione, fuori dalla nostra strada. E così non sono molte le possibilità di cui un individuo può disporre per riuscire a diventare e realizzare se stesso, ma fra queste spicca il legame amoroso, che, da questo punto di vista,può offrire un concreto e valido aiuto. Solo la “grazia” della relazione amorosa può consentire all’individuo di rivelarsi come essere votato alla piena realizzazione di sé, al mistero di una piena effusione del proprio essere. Quando accesa e intensa, la fiamma dell’amore infonde in noi quel calore e quell’energia indispensabili per realizzare i grandi cambiamenti e le grandi imprese della nostra vita. L’energia che avvertiamo scorrere nelle nostre vene in simili momenti non solo si espande verso l’altro, verso la persona amata, ma, soprattutto, pervade tutta la profondità del nostro essere.
Tendere al proprio fondamento è, dunque, un continuo approssimarsi al mistero di sé stessi, e nella tensione che ci spinge ad interrogarci continuamente noi maturiamo, ci rendiamo conto del nostro infinito poter essere, e cerchiamo perciò di svincolarci da tutto ciò che attenta alla libertà della nostra ricerca, sia esso interno o esterno a noi.
Il rapporto d’amore è l’unica modalità di rapporto che, se autentica, non limita né mortifica gli spazi della ricerca e dell’autonomia individuali ma, al contrario, li amplifica mediante un incoraggiamento costante, attraverso quella che potremo definire una trasfusione di energia finalizzata a metterci in condizione di afferrare tra le mani la nostra vita. Altri tipi di relazione al contrario possono condurre a forme di alienazione e di compromissione della libertà.
(A.Carotenuto – L.Binswanger)
°°°°°°

[ In: i miei pensieri allo specchio ]

•martedì, 01 gennaio 2008•

•martedì, 01 gennaio 2008•

_ _

By Aleteia
@ 04:22 ||commenti (4)||

Dal Profeta
Di
 Kahlil Gibran
Lasciate che vi sia spazio nella vostra unione e tra voi danzino i venti del cielo.
Amatevi l’un l’altro ma non fatene una prigione d’amore:
piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime
************
Da Con te e senza di te
Di
Osho
State insieme ma non cercate di dominarvi, non cercate di possedervi e non distruggete l’individualità dell’altro…l’amore dovrebbe essere un dono dato e preso in libertà, ma non dovrebbe esistere alcuna pretesa.  Altrimenti, ben presto, vi ritroverete insieme eppur lontani e remoti come due stelle.
 Nessuna comprensione vi avvicinerà più. Non avete lasciato lo spazio necessario per costruire un ponte che vi colleghi. Se potrete avere al tempo stesso la libertà e l’amore, non avete bisogno più di altro.
 Avrete ottenuto ogni cosa, tutto ciò per cui si vive vi sarà dato.
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La Huida
di
Remedios Varo

[ In: i miei pensieri allo specchio ]

•lunedì, 31 dicembre 2007•

•lunedì, 31 dicembre 2007•

_ Svendita _

By Aleteia
@ 03:22 ||commenti (15)||

Sogni assottigliati in accadimenti,
strisce di solitudine,
palline avvoltolate e rotolanti
su un territorio incerto
di anni e ripensamenti.
Fumo (di Londra?),
onirica visione
su cui incidere
grafiti di abitudine
e placide sostanze,
amebe di emozioni,
rantoli di sentimenti,
agonie di amori mancati
e agoni di odio illuminante.
 
Che taccia la tua bocca ora,
taccia in quel per sempre
che diventa mai più,
sudicia sostanza putrefatta
vischiosa millanteria
che sbava agli angoli di un dire
senza costrutto e senza più memoria.
 
Cosa ci perde e ci rende preda di eoni,
universi stratificati senza incontro
macchie di tempo disciolte,
laconiche perplessità,
 vaghezza di esistere,
smania d’apparire?
 
So solo
che ciò che fui più non sarò.
che ciò che fu più non sarà.
 
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***
Rinascere
di
Remedios Varo