•mercoledì, 19 novembre 2008•

•mercoledì, 19 novembre 2008•

_ Requiem _

By Aleteia
@ 23:13 ||commenti (5)||

Cade una pietra dal mio occhio destro
è inverno inoltrato nel mio sangue,
malessere di lago tetro e profondo,
nasconde il cielo in uno specchio nero
 (Confutatis maledictis,
flammis acribus addictis,)
Ho idea di arrendermi,
ho idea di piangere
ho idea di digiunare per l’eterno.
(Dies irae, dies illa
solvet saeclum in favilla)
Sono un uragano prigioniero
un vento di rabbia incastrato dentro a un vaso,
setaccio parole che sembrano gioielli
ma sono lunghe lame di stiletto…
infondo l’immolazione è sempre del più puro,
l’agnello si offre ignaro al sacrificio.
La croce è un letto abbandonato,
le cosce hanno un pianto impudico
e questo requiem inquieto in D-minore
è il solo canto che ora so cantare.
(Lacrimosa dies illa,
qua resurget ex favilla
judicandus homo reus)
 

[ In: le mie poesie, the shadow ]

•mercoledì, 05 novembre 2008•

•mercoledì, 05 novembre 2008•

_ Polvere di osmanto _

By Aleteia
@ 19:30 ||commenti (17)||

La prospettiva da quest’angolo è un rosso acuto.
L’osmanto mi riempie la bocca e le narici,
m’inala il desiderio dell’acqua torbida di fango.
Accavallo le gambe in onda sferica
(rasenta il piacere questa paradossale assenza
di equilibrio coatto e sovrapposto).
Io sono sciolta,
come un felino fulvo e intarsiato di ferite ,
mi cuciono i rovi della vita.
Tu sei albero che si dirama lento
e gemma costantemente
miracolosi TI Amo.
Un giorno sarò polvere di osmanto profumato
e sentirò la tua mano
raccogliermi e farmi solletico,
il tuo amore mi rotolerà addosso con le tue parole
e ti berrò con lo scroscio quieto della pioggia.
****

[ In: le mie poesie, mutandine di pizzo nero ]

•domenica, 02 novembre 2008•

•domenica, 02 novembre 2008•

_ Eventi psichici _

By Aleteia
@ 22:27 ||commenti (15)||

(omaggio a Jung)
Le idee dimenticate non cessano di esistere
Capovolgono l’essere e ne fanno non-essere
Convogliano la rabbia in una gabbia sferica
Soffondono di tenebre la luce e giacciono in morte apparente
Crescono dalla buia profondità della psiche come piante di loto
Fermentano e galleggiano su una massa di pensiero
Si librano nei sogni, aeree, distaccate dalla mente conscia.
Le idee dimenticate si depositano nel sangue
Nutrono l’inconscio come ostie carnali
Intridono  l’oblio col loro viaggio onirico
Si proiettano nell’avvento interiore del proprio sé universo
E t’inchiodano alla loro meraviglia di simboli e segni
Incitandoti ad esplorare lo spazio senza fine
Del tuo regno intrapsichico e introverso.
****

[ In: le mie poesie, ala del mistero ]

•martedì, 28 ottobre 2008•

•martedì, 28 ottobre 2008•

_ Anima mundi _

By Aleteia
@ 00:51 ||commenti (12)||

“Ai margini, la certezza dei confini vacilla”

 il corpo percorre l’universo come se stesse percorrendo sé stesso
La linea sfumata dei contorni diventa la terra di nessuno
La dislocazione dell’io, fa sì che esso si fonda  con la materia
Si perde il proprio centro in uno spazio smisurato
E  si avvia l’avventura delle lentezza quieta.
Il tempo rallenta il battito scandito
Lo sguardo si fa capace di contemplare il mondo
L’evento diventa un’immagine indelebile
Respira il respiro e ci respira.

[ In: le mie poesie, dellessere e del sè ]

•sabato, 25 ottobre 2008•

•sabato, 25 ottobre 2008•

_ Venere notturna _

By Aleteia
@ 14:56 ||commenti (20)||

Furiosa è la notte che ti appartiene
sull’onda di un ignaro violino,
note strozzate dalle tenebre
splendenti come giada luciferina.

Oltre il sipario del giorno
si lancia la tua anima scostante
sulla soglia di quell’ombra,
smaniosa e seducente.

E senti le membra incastrate in un torpore
che non è sonno
e neppure dormiveglia
ma fiato caldo di donna
che soffia sui sensi amore
****

[ In: le mie poesie, terraariafuoco e poi cè lacqua ]

•giovedì, 02 ottobre 2008•

•giovedì, 02 ottobre 2008•

_ Il carnet degli addii _

By Aleteia
@ 23:09 ||commenti (8)||

Lontano, esitante,
tra le braccia di un mare ostile,
vaga l’occhio di Ulisse
sull’ eterno orizzonte.
 
Lontano, distante,
 tra  muri dalle lunghe ombre,
vibra la mano di Penelope
sull’ eterno ricamo.
 
Morire amando
e amati morire,
annotando sul carnet degli addii
una rosa e una croce.
***

[ In: le mie poesie, il tempio dellassenza ]

•venerdì, 26 settembre 2008•

•venerdì, 26 settembre 2008•

_ Elegia invernale _

By Aleteia
@ 13:27 ||commenti (14)||

Brina sugli occhi addormentati,
rugiada algida di stelle-stille.
Avvolgo lo sguardo in carta azzurra,
non una goccia del tuo essere deve precipitare.
 
(Oh il tuo sapore invernale che mi raggiunge!
Quel tocco gelido del tuo pensiero assente,
tempesta di neve che m’inabissa!)
 
Rovi di orgoglio mi tolgono il respiro
Spine di principessa mi piovono in gola.
 
(Oh il tuo bacio freddo che sa di morte!
E quel silenzio teso raggelato!)
 
Cerco le tue orme sul bianco contraffatto,
ombre rapprese di passione accartocciata,
l’oblio non mi seduce con la sua coperta.
Sento spirare il vento nel cielo ingravidato.
 
 
Oh! Il tuo sapore invernale che mi raggiunge!
***

[ In: le mie poesie, il tempio dellassenza ]

•martedì, 16 settembre 2008•

•martedì, 16 settembre 2008•

_ Essere e tempo _

By Aleteia
@ 19:36 ||commenti (1)||

<<L’esserci, l’essere umano, compreso nella sua estrema possibilità d’essere, è il tempo stesso, e non è nel tempo>>
(Martin Heidegger)
***
Essere e tempo
(Heidegger a  modo mio)
 
Essere quel tempo
sotterrato tra le ombre,
quel biancore scomposto
che s’interseca
al lampo sconosciuto del futuro,
medianità di astri sovrapposti
e bolle di sangue tiepido
avariato dall’usura.
Quella gioia mortale
così infausta agli dei,
quel piccolo cerchio
carico di sbavature
che contiene i giorni
come un’arca divina.
Mollemente santa,
faccio progetti sull’estasi
dei sacrifici ingiusti
che ornano il mio cielo.
Dissimulo
ciò che il cuore ha ingabbiato
con la sua esca afrodisiaca
e mescolo sapori di ogni tipo
in punta di lingua.
Tempo di essere
quel tempo
che non sparge ingiurie
e mostra i seni e il ventre
come un’odalisca
folle di danza.
Essere
quel tempo
ignaro di sé stesso,
mistico fanciullo da sedurre
con progetti d’impossibile.
Essere vuoto di tempo
in cui s’inganna il tempo.  
***

[ In: le mie poesie, dellessere e del sè ]

•venerdì, 12 settembre 2008•

•venerdì, 12 settembre 2008•

_ Velature _

By Aleteia
@ 12:01 ||commenti ||

Io non nego questo mondo, quasi fossi un sofista, non revoco in dubbio il suo esserci, quasi fossi uno scettico, ma esercito in senso proprio l’Epoché fenomenologia, cioè: io non assumo il mondo che mi è costantemente già dato in quanto essente…… come un mondo preliminarmente assente e, in definitiva, come un mondo che non è un terreno universale d’essere per una conoscenza che procede attraverso l’esperienza e il pensiero.
 Io non attuo più alcuna esperienza del reale in senso ingenuo e diretto”.
     (Edmund Husserl) 
 
Velature
 
In grembo al mondo
seduta su orizzonti spaventati
districo velature di ragnatele
possedimenti interiori
capitali accumulati mio malgrado
ricchezze inutili su cui sputa la tua bocca.
 
Ho vuoti che sono alture da cui lanciarsi,
ebbrezze di volo libero e fragili cocci riattaccati.
 
Ti ho accarezzato in mille modi,
uomo,
blandito coi miei sguardi seduttivi
percosso con la mia ferocia femminina
rincorso, sopraffatto, raggiunto, perso.
 
Quante infeconde energie disperse!
Quante trame di oblii e di abbandoni
ha tessuto la mia linfa ed il mio sangue!  
 
Sono solo riuscita a creare
frattali fatti me
cromatiche armonie e fluidi disegni,
e ricami su curve
di punti infinitamente distanti.
***
 

[ In: le mie poesie, metafisica dellanima ]

•venerdì, 05 settembre 2008•

•venerdì, 05 settembre 2008•

_ E' tempo di blues _

By Aleteia
@ 18:17 ||commenti ||

I commenti sono stati disabilitati,
mi scuso con i miei amici e i miei lettori
ma le psicopatologie da frustrazione mietono un sempre maggior numero di vittime che cercano di dar sfogo alle loro psicosi e ai loro complessi di inferiorità, bisogna in qualche modo tamponare.
Non la si consideri censura, ma solo salvaguardia di sè
_____________________________________________________
E' tempo di blues
***
Osservo le donne ridere con bocche d’argento,
adagiarsi sui fianchi con movimento lento,
addombrate e inquiete ad ogni morso di cane
affamate perenni di ansia d’amore.
Sopravvivono alla soave ingiustizia di esistere,
incrociando orologi,
odorando rose
credendosi padrone di una emozione furtiva.
Perpetuano anse di fiume
guardando con occhi d’oceano,
elargiscono baci e latte materno.
 
 I miei viaggi,
invece,
sono mari incerti,
in cui galleggio
fra uno sbarco e un naufragio,
mentre rido con bocca di luna
e affondo gli occhi in un abisso mortale
Non c’è antidoto per la mia malinconia,
lutto eterno d’anima
che si muove come aria impazzita.
I miei baci sono spine di rovi
e rugiada di sangue.
 
Nel mio petto il tuo cuore prigioniero
urla un dolore che amo.
E’ nero il tempo che ci unisce:
come un blues dalla voce malferma
si accartoccia su un grumo di note,
si dissolve in un vetro tagliente
e ci lasci distanti,
in un eterno inseguirsi lontano.
***
Remedios Varo
°
El encuentro

[ In: le mie poesie, the shadow ]

•venerdì, 29 agosto 2008•

•venerdì, 29 agosto 2008•

_ Aspettando il miracolo _

By Aleteia
@ 23:32 ||commenti (5)||

Giorni sedati in una calma piatta
un coma indotto
che addormenta emozioni.
Sembrano una cesta di serpenti
acciambellati come canule di flebo,
in un miracolo da spararsi in vena.
Un cellullare stanco di parlare,
si accascia stremato su parole spente.
 Le nostre menti sono  ali di uno stesso uccello
non serve tecnologia per poter volare.
Mi viaggi dentro come un popolo gitano
in un racconto senza inizio e senza fine,
ci rovesciamo addosso vite
stordendoci in una sbornia di pensieri,
in un intarsio camuffato da esperienza,
in una lettura brail di spazi bianchi.
Giorni sedati di calma apparente,
semi da coltivare per far nascere
da ciò che è stato,
ciò che diventerà. 
***
***
Remedios Varo

[ In: le mie poesie, il tempio dellassenza ]

•lunedì, 28 luglio 2008•

•lunedì, 28 luglio 2008•

_ Sorgente d'ombre _

By Aleteia
@ 03:26 ||commenti (2)||

Trasmigra
la tua voglia di appartenermi
nelle sembianze di una morte attesa.
 
Essere immaginata come un' as-soluzione
come una mistica armonia d’intenti
come un crepuscolo iridato
in cui respirare sangue aeriforme
e soffondere guance di rossori.
 
Amante assente,
sorgente d’ombra
nodo dell’essere
evento incompiuto.
 
Essere contemplata
spina di rosa errante
incuneata nell’anulare,
cilicio eterno
nel bisbiglio di un nome.
 
Amante,
scisso in amanti,
equazione di amori.
***

[ In: le mie poesie, the shadow ]

•giovedì, 24 luglio 2008•

•giovedì, 24 luglio 2008•

_ Amore transumante _

By Aleteia
@ 07:58 ||commenti (9)||

Ho accostato al fuoco divampante del mio vuoto
l’acqua rigenerante delle tue parole,
giada di luce,
fascio di memoria antica
che sibila e sguscia come una carezza spenta.
 
E ti ho trovato fuoco divampante
tanto da diventare fonte scaturente,
energia convessa di cieli d’impossibile.
 
Non c’è amore che non fu,
eppure non c’è amore che non è
e non sarà.
In questa nitidezza di inquietudine
spargo i petali di rosa
che nascono dall’humus del mio cuore,
fertile terra di donna
dove ricadono i semi delle tua parole.
****

[ In: le mie poesie, del tempo e dellamore ]

•venerdì, 27 giugno 2008•

•venerdì, 27 giugno 2008•

_ Haiku nr. 5 _

By Aleteia
@ 10:34 ||commenti (7)||

Sospira l’addio
 
bisbigliano i treni
 
fruscio lontano
***

[ In: haiku, le mie poesie ]

•mercoledì, 25 giugno 2008•

•mercoledì, 25 giugno 2008•

_ Compagno di viaggio _

By Aleteia
@ 20:08 ||commenti (8)||

A Paolo,
 compagno di viaggio:
perché la vita è fatta di incontri, che sono punti di luce per cambiare l’esistenza
 
Sono lì,
dove non sono,
per essere
nello spazio steso
tra le tue parole
in cui ritrovo,
intatti,
i miei universi.
 
Sono lì,
nella tragica corolla
del girasole spento
dove si depongono i misteri
che il vento dell’esistere,
rapace e vano,
tenta di dissipare
 
Su quella cenere d’intenti,
in cui tutto è gia avvenuto,
io mi trasformo in tempo
e lì mi troverai.
****

[ In: le mie poesie, di quel che resta dentro ]

•lunedì, 23 giugno 2008•

•lunedì, 23 giugno 2008•

_ Della passione e del sangue _

By Aleteia
@ 00:44 ||commenti (7)||

Sei desiderio che piaga l’esistenza
in un dolore che non trova quiete
E ti appartengo…
 Tra luce ed ombra,
tra duelli d’intelletto e rese di cuore,
tra spiriti guerrieri che invadono  battaglie
come maestri di belliche virtù.
E mi appartieni…
Mi vivi addosso
con la tua parte più violata,
quel nascondiglio di sentimento
in cui t’inoltri con passi delicati,
con la sorpresa di scoprirti
vulnerabile Achille nel tuo tallone.
Appartenersi…
immersi  in una vischiosità apparente
che è humus a cui aderiamo
per fondere lo spazio altro
del nostro amore.
 ***

[ In: le mie poesie, terraariafuoco e poi cè lacqua ]

•mercoledì, 18 giugno 2008•

•mercoledì, 18 giugno 2008•

_ Miraggio bianco _

By Aleteia
@ 19:16 ||commenti (7)||

Si potrebbero intrecciare pensieri
e invece si annodano ricordi
volute cerebrali
ad ornamento dell’esistere
in un miraggio bianco che viaggia dentro al cuore.
 
Una traccia di percorsi
che la malinconia rincorre
sguardi di vento
e volti di nebbia
fragili soffi di memoria
incisi su una lista desideri.

***

[ In: le mie poesie, i monologhi dellanima ]

•martedì, 17 giugno 2008•

•martedì, 17 giugno 2008•

_ Haiku nr.4 _

By Aleteia
@ 20:09 ||commenti (9)||

Mentre non t’amo
 
un livido sul cuore
 
precipitando
***

[ In: haiku, le mie poesie ]

•domenica, 15 giugno 2008•

•domenica, 15 giugno 2008•

_ Mephistofele _

By Aleteia
@ 18:25 ||commenti (6)||

Dal libro delle Profezie, salmo 14-5
 
La terra ha l’asperità dolente del solco inaridito
e l’acqua ha un corso inutile che più non nutre terra.
 
Accade… o accadde….
 
Un mormorio di voci ruvide
oracolanti in sfingiche premonizioni
ogni notte ha innalzato un coro tragico e mi ha soffiato gli occhi.
E cavalli, ancora cavalli con nitriti possenti
su campi di battaglia,
cavalli dagli occhi verdi
neanche io fossi Odisseo curioso o Achille iracondo
o Ettore sacro alla famiglia o Cassandra la non creduta,
e ogni cavallo ha sfrecciato nel vento
con la desolante sella vuota,
disarcionando il suo cavaliere,
vinto dal sortilegio degli dei,
o dal fato che intreccia catene ed illusioni
e li spaccia per sogni da poter comprare,
con somme esigue o con baratti antichi
si cede l’anima e l’affare è fat(t)o.
 
Avviene… o avvenne….
 
Volti deformi sono venuti a trovarmi in sogno
e io non ho più martiri da offrire,
per questo fuggo, non certo per paura.
Sul bianco  un nuovo ordine,
che sia albedo o nigredo travestita ancora,
ignoro.
 
Nel cuore la notte ha uno spazio suo.
 ***
 
Mefisto
di
Franca Valeria Oliveri

[ In: le mie poesie, terraariafuoco e poi cè lacqua ]

•domenica, 15 giugno 2008•

•domenica, 15 giugno 2008•

_ Haiku nr.3 _

By Aleteia
@ 01:06 ||commenti (5)||

Salici mossi

li spettina il vento

lacrima d'aria

***

[ In: haiku, le mie poesie ]

•sabato, 14 giugno 2008•

•sabato, 14 giugno 2008•

_ Haiku nr.2 _

By Aleteia
@ 13:50 ||commenti (10)||

Notte insonne
caldi abbracci d’amanti
si sveglia l’alba
 ****
Il bacio della sfinge
di
Franz Von Stuck

[ In: haiku, le mie poesie ]

•mercoledì, 11 giugno 2008•

•mercoledì, 11 giugno 2008•

_ Controversia _

By Aleteia
@ 23:43 ||commenti (12)||

Una lacrima contaminata d’universo
bagna il telo rappreso della notte,
 occulta quel sorriso sghembo
sul  lato sinistro del mio labbro.
Eco di psiche dove immetto anestesie
per far dormire il drago dalle sette teste.
Cielo di cartapesta lacerata
come quello  che si mette nei presepi
 paternità fasulla e  grembo vergine
sacra famiglia blasfema nel suo esistere.
Nero involucro di un lutto preannunciato
Nera  contrizione senza assoluzione.
Spoliazione di un sé arrogante
sospinto sul ciglio dell’abisso.
****

[ In: le mie poesie, le mie poesie the shadow ]

•martedì, 10 giugno 2008•

•martedì, 10 giugno 2008•

_ Anche quest'anno è l'8 giugno: Bon Compleanno Mamma _

By Aleteia
@ 23:21 ||commenti (10)||

Talvolta il tempo passa senza abradere i ricordi e nemmeno il dolore. Dolore che rimane nel suo gelido involucro e mostra unicamente la punta di iceberg vagante.
Assaporo un lampo agrodolce, un diaframma che si apre e si chiude, a catturare eidetiche e icastiche immagini che il mio occhio blu trasporta su una pagina bianca.
In questo risucchio di tempo io torno ad essere figlia. Ad anelare quell’affetto affamato che a te mi lega, madre, che mi vegli dalla tua finestra del tempo, dal tuo spazio metafisico, dalla tua alterità emotiva.
C’erano dei pomeriggi d’estate in cui la caligine afosa raddensava l’aria,  un ispessito respiro  ci avvolgeva in una  indolenza sacra,  un adagio con brio.
La tua piena maturità e la mia giovinezza imminente. Non era mai uno scontro. Era come la ricerca di un punto d’incontro in cui sedare la noia con un abbraccio.
In quei momenti, come architetti indemoniati,costruivamo progetti incandescenti in uno contrasto di stili e decori d’impossibile.
Progetti rivoluzionari io. Ambizioni matrimoniali tu.
Volevi un riscatto che desse un significato appagante alla tua esistenza.
Rifiutavo ogni idea che mi portasse ad un grafico cartesiano di coordinate ed ascisse.
Non volevo versare dolore sul dolore, ma la mia ostinazione a voler essere donna e la mia fame di vita, tracimavano dai miei occhi come fiumi in piena.
Tu lo capivi e mi lasciavi fare, ogni altro gesto sarebbe stato inutile.
 
La vita scorre e nella sua trasformante mutevolezza incide nuovi intarsi sui vecchi, in un intreccio apparentemente confuso che il terzo occhio governante allinea e coordina, occulta ed illumina.
Ondivaga sinusoide mentale che coi suoi flussi e riflussi di marea, con i suoi vuoti e i suoi pieni, con le sue lune perenni, mi culla in una malinconia deliziosa, forse delirante, che è uno scartare il tempo come fosse una caramella, succhiarlo un po’ e poi riavvolgere l’incarto per riporlo nello scrigno d’etere.
E così che si diventa la somma delle proprie esperienze, è per questo (ma non solo per questo) che sono ciò che sono. Riordino i miei tesori di memoria e li spolvero ogni tanto. Quel tanto che basta per non soffrire troppo, quel tanto che basta per non dimenticare.
*****
Origano su pane e pomodoro
che ti faceva più profumo del basilico
e olio e sale a condimento
di quel piatto tua prelibatezza.
Cercavi di convincermi a quel  rito
che io, ragazza in minigonna anni 70,
sdegnavo con fare insofferente.
Eppure mi ti sedevo accanto
a guardare i movimenti della bocca,
in quel rassicurante esistere
del mio essere figlia
del tuo essere madre
che pareva dover durare sempre.
 
 

[ In: le mie poesie, di quel che resta dentro ]

•giovedì, 05 giugno 2008•

•giovedì, 05 giugno 2008•

_ Vagabondaggio _

By Aleteia
@ 17:14 ||commenti (18)||

Ho intinto nell’occhio blu la punta di un coltello
volevo veder sgorgare un mare
che fosse un flusso di pensiero costruito
su una pupilla che scruta nel futuro.
 
La mia anima vagante ha lo spirito
della zingara Esmeralda.
È un tetro incedere lo sguardo,
smarrito in spazi deformati.
M’insegue la sordida armonia di girotondi
dove seppellisco la mia morte eterna
 
 

 
 

[ In: le mie poesie, le mie poesie the shadow ]

•martedì, 20 maggio 2008•

•martedì, 20 maggio 2008•

_ AmorMIrabilis _

By Aleteia
@ 22:53 ||commenti (21)||

L’esserti regina
tramuta la mia energia animalesca
in carnale delizia da elargire,
dea che si offre
nel tempio che hai allestito,
quell’incavo di cuore,
quella tana di angeli caduti e draghi a riposo
dove hai stabilito la mia dimora.
 
Guado d’amore è la tua assenza,
distanza ancora più distante
passaggio inquieto di vibrazioni asonore
che  lascio giacere nell’intimità della mia coppa,
fermentazione di umori solitari
dove tu sei attore e spettatore,
così padrone senza nessun dominio.
****

[ In: le mie poesie, terraariafuoco e poi cè lacqua ]

•domenica, 18 maggio 2008•

•domenica, 18 maggio 2008•

_ Viaggio dentro all'infinito _

By Aleteia
@ 02:42 ||commenti (14)||

Surreale è la gioia di averti,
proteiforme sentimento
 segmentato in fratture di tempo
che accerchiano il mio essere.
Sei lo spessore soave
di volumi scomposti d’impossibile
fotone luminoso
che esplode in antimateria.
Altrove di punti iridescenti
che si posano sulla labbra per sorridere.
Convergenza di umori su corpi
progettanti carezze.
Sei il mio spazio bianco senza attesa.
 ****

[ In: le mie poesie, terraariafuoco e poi cè lacqua ]

•domenica, 11 maggio 2008•

•domenica, 11 maggio 2008•

_ E' come ai tempi del colera _

By Aleteia
@ 00:38 ||commenti (11)||

David Garrett

Carmen Fantasy

****
Di grida e voglie e tempo che muore
di umori che appannano foto incorniciate
di uno svolgersi e volgersi d’impossibile.
E... L’idea! L’idea!
Quanto macera il suo spirito
in una costruzione avventurosa
in un’architettura dell’incerto-variabile.
E’ come ai tempi del colera,
quell’attesa vuota di vita ,
quel subdolo a-v-venire
che svolta ad ogni angolo in un’altra direzione.
Lacrime d’inchiostro miste a solide solitudini,
ancoraggi a porti di parole
in cui l’esistere si arena
appeso ad uno sguardo che riflette il mare.
E’ quell’idea di sentimento che ti percuote
e ti resta accanto certa,
con la certezza della morte.
°°°°

[ In: le mie poesie, il tempio dellassenza ]

•mercoledì, 07 maggio 2008•

•mercoledì, 07 maggio 2008•

_ Il raggio d'ombra _

By Aleteia
@ 22:08 ||commenti (12)||

Cos’ami di me, in fondo
solo un raggio d’ombra
che t’investe i sensi,
solo un Atlantide perduta
nel cammino di un viaggiatore stanco.
Si flette quel raggio d’ombra
quasi fosse erba nel vento
e segna il tempo come un’antica meridiana.
Scolpisce la luce  di quel  sortilegio
 un chiaroscuro sul mio volto assente.
Ed io,
io,
cos’amo di te,
 se non quel raggio d’ombra,
quell’inciampo di sentimento che lega i passi
e tuttavia  sostiene,
una discesa nell’ipogeo dell’essere
in uno scivolare di scalini d’anima
fino alla sorgente intima del seme dell’esistere.
 
 ****
 

[ In: le mie poesie, terraariafuoco e poi cè lacqua ]

•venerdì, 02 maggio 2008•

•venerdì, 02 maggio 2008•

_ Entelechia _

By Aleteia
@ 00:21 ||commenti (19)||

Ambisco ad essere monade controversa
ente espresso nel proprio essere,
compimento della mia essenza
in cicatrici di assenze.
Circoscrivo la mia identità,
seduco ogni possibilità del divenire
forgio immagini modellanti mondi
unico artefice conquistatore
della mia stessa terra.
Mi esprimo in ciò che ho acquisito
 vivendo:
un isolamento pagano
in cui approdano soltanto parole.
****
Order and caos
di
M:C:Escher

[ In: le mie poesie, dellessere e del sè ]

•lunedì, 28 aprile 2008•

•lunedì, 28 aprile 2008•

_ Della poesia anoressica e dell'anoressia d'amore _

By Aleteia
@ 00:37 ||commenti (16)||

Che sa la notte di queste donne algide
che arrotano versi come punti di spilli
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